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PROFILO D'AUTORE

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Una giornata in cantina (La gluppa) (codice opera: 864011A)

Una giornata in cantina
due atti di
Paolo Cappelloni
(download versione italiana)

* Nella versione dialettale pesarese (La gluppa) ha debuttato con il “Teatro Accademia" di Pesaro il 28 ottobre 2005.
* Nella versione dialettale di Mondolfo è stata rappresentata dalla Compagnia Teatrale “Il Crogiuolo”
* Nella versione italiana è stata rappresentata
- dalla Compagnia "S. Antonio" di Narni,
- dalle "Officine del Teatro Due" di Nocera Inferiore (SA).
- dalla Compagnia "Le Maschere Vagabonde" di Roma.
Nel 2007 ha vinto il 2° premio assoluto al Festival del dialetto di Varano (AN)







Sinossi

Amedeo scende in cantina per travasare del vino, poco dopo scende anche Bruna, sua moglie, per portargli il tubo da travaso che Amedeo aveva dimenticato di sopra. Bruna toglie un fermo che Amedeo aveva messo alla porta per lasciarla aperta e la chiude dietro di sé senza sapere che all'interno non c'è più la maniglia. Entrambi rimangono chiusi dentro.
Vari e vani tentativi per uscire e per richiamare l'attenzione di qualcuno. Rovistando fra le vecchie cose dimenticate in cantina, Amedeo trova una scatola mai vista contenente delle vecchie lettere spedite dal suo bisnonno, temporaneamente a Modena, a sua moglie. In una di queste lettere viene citato un vero e proprio tesoro in oro e brillanti che il bisnonno confidava alla moglie di aver nascosto proprio in cantina. Amedeo, sapendo di non aver mai visto né sentito mai nominare quel ben di dio, sospetta e si convince che sia ancora nascosto lì. Inizia la ricerca del tesoro insieme ai tentativi di farsi sentire da qualcuno. Nel tardo pomeriggio arriva il figlio che li stava cercando e anche lui, ignaro, chiude la porta. Ora i rinchiusi sono tre!
Amedeo racconta al figlio delle lettere e la ricerca continua in tre finché il figlio non vuol dare una sbirciata a quelle lettere e ne trova alcune spedite in anni successivi dalla bisnonna (sua trisavola) alla sorella trasferitasi a Sestino. In una di queste lettere (scritta dopo la morte del marito) viene citato il "tesoro nascosto" ed ella confida alla sorella di voler "monetizzare" il tutto e goderselo negli ultimi anni della sua vita. Delusione e sconcerto dei tre. Addio sogni di ricchezza!
Ormai è notte quando finalmente Lea, una coinquilina, li "salva" e sdrammatizza l'accaduto confidando che anche a lei era capitata una cosa identica nella sua cantina adiacente la loro e che quel fatto le aveva portato una enorme fortuna perché, per un caso fortuito, trovò nascosto nel muro un fagotto pieno d'oro che le risolse numerosi problemi.
I tre rimangono sconcertati ma ad Amedeo viene in mente un piccolo particolare…





Orilio, Orilio... (codice opera: 860290A)

Orilio, Orilio...
due atti di Paolo Cappelloni
(disponibile in versione italiana, napoletana e veneta)
(scaricabile sul sito del Gttempo)
Dal serale:
“Qual è il valore dei soldi? Orilio è disposto a tutto: anche a non mangiare, anche a speculare su chi gli presta assistenza, sull’amicizia; anche a non vivere una storia d’amore! Ma il destino è beffardo e quando l’unico affetto della sua vita, sua figlia, ha bisogno di lui, gli riserva la più difficile delle prove!”

Orilio, Orilio...
Nella versione italiana è stato rappresentato dal
- Teatro dell'Improbabile di Lodi.

- dall'Ass.ne "Girasole" di Nicosia (Enna)

 - dall'Ass.ne Teatrale "Nuovo Sipario" di Leonforte (Enna) (con il titolo "Tutta colpa dell'avarizia")

- dalla Compagnia "La Sciabica" di Marzocca (AN)

- dal "Piccolo Teatro S. Pio" di Roma


- Nella versione dialettale pesarese (El struscion) ha debuttato con la Compagnia del Teatro "Accademia" il 1° dicembre del 2001 al Teatro Sperimentale di Pesaro e ha effettuato in totale 18 rappresentazioni in vari teatri delle Marche.

- Nella VI Rassegna di Teatro Dialettale di Porto Sant’Elpidio c’è stato il riconoscimento alla migliore attrice caratterista (Ursula Grassetti) e al migliore attore (Paolo Cappelloni)
- Nella Rassegna del Teatro Dialettale Marchigiano di Agugliano (AN) alla migliore attrice (Silvana Moroni).

- E' stato rappresentato dall' "Ass.ne Teatrale Le Ombre" di Pesaro.




Il lavoro è stato tradotto:
- In dialetto urbinate (con il titolo “L’arplit”) e rappresentato dalla Compagnia Dialettale Urbinate diretta da Amleto Santoriello.
- Rappresentato dalla "Compagnia dei Rimediati" di Bg. Massano.
- Nel dialetto di Apecchio (con il titolo “L’arpiret”) e rappresentato dalla Società dei Filodrammatici di Apecchio.
- In dialetto faentino (con il titolo “E valor di baiòch”) e rappresentato dalla Compagnia Teatrale “La Gulpè di scavezz” di Faenza.
- In dialetto cerasano (con il titolo "El tirchion") e rappresentato dalla "Compagnia dla Cerasa").
 - Nel dialetto di Intra e rappresentato dalla "Cumpagnia dul dialett da Intra" (Verbania)

Tra gli amici della Banda...